Romantic brunch in the park: a picnic-style english

Antique markets, that passion!

Anche in Italia, più precisamente ad Arezzo, abbiamo un nostro Porto Bello Road londinese, o un mercato della Ladra di Lisbona, o un mercatino de les puces de Paris Saint-Ouen: si tratta di una fiera antiquaria nata nel 1968, per iniziativa del collezionista Ivan Bruschi, è stata la prima manifestazione antiquaria ad avere cadenza mensile regolare (ogni primo week end del mese, sabato e domenica, dalle 8.00 alle 20.00), con un successo duraturo e consolidato nel tempo. Per l’occasione, nella straordinaria scenografia di piazza San Francesco, piazza Grande e le Logge Vasari, l’antico borgo medievale si popola di bancarelle, antiquari, collezionisti, curiosi e turisti. La manifestazione, che raggruppa più di 500 espositori provenienti da ogni parte del Paese, è la più conosciuta e frequentata d’Italia, costituisce un appuntamento d’obbligo per gli appassionati. Tra le bancarelle si possono trovare mobili, dipinti, libri e stampe antiche, modernariato, giocattoli, orologi, porcellane, vetri, stoffe, oggetti in ferro o rame, nonché chincaglierie e curiosità tra le più svariate. La caccia all’oggetto pregiato, al “pezzo” mancante di una preziosa collezione, inizia già durante la sera precedente l’apertura del mercato, quando la merce è ancora imballata sui camion, e si chiude, spesso dopo accese contrattazioni, al tramonto della domenica. Grazie al successo dell’esposizione all’aperto, le botteghe degli artigiani, dei restauratori e degli antiquari della città, negli ultimi anni si sono moltiplicate, oggi in Arezzo si contano oltre cento negozi di antiquariato. Arezzo è in grado di soddisfare collezionisti e amatori d’arte tra i più esigenti.

Why Ljubljana? Because…

Una capitale che in soli vent’anni ha preso la rincorsa: sempre più veloce, più ambiziosa, più design. L’ispirazione? Berlino. La parola d’ordine è creatività. Il miglior periodo per visitarla? Tutta la primavera, ma soprattutto il prossimo giugno, quando si festeggeranno due decenni di Slovenia, repubblica giovanissima.

Se Lubiana è una città di architetti lo si deve a Joze Plecnik: sono suoi i Tre Ponti sul fiume, il terrazzamento del lungofiume con i salici piangenti… Fu lui a fondare l’Università di Architettura, da cui escono ogni anno giovani creativi. Come Bostjan Vuga che ha rivoluzionato lo skyline urbano. L’ultima opera è una vera e propria icona da archistar: l’Arena, che verrà ricoperto da un parco e chiuso da uno shopping center. Insomma diventerà un nuovo polo d’attrazione!

E’ architetto anche Almira Sadar. Non crea edifici, ma abiti e accessori, da scoprire nella sua boutique in centro. Ogni stagione collabora con una creativa diversa, ogni collezione è un progetto a sé.

Lubiana da costruire, da indossare, ma soprattutto da vivere. Perché quando arriva la bella stagione tutti escono, affollano i caffè e i locali lungo il fiume, aperti giorno e notte. Non dimentichiamoci che Lubiana (come la vicinissima Trieste) faceva parte dell’Impero Asburgico, e qui è ancora fortissima la civiltà dei caffè. “Solo che adesso sono “reloaded”, con sedie e lampade design e wi-fi ovunque” racconta Spela Leskovic, che con il marito Ales Kosak ha fondato lo studio Aksl e progetta proprio i nuovi punti di incontro.

Garden Party

La fantasia delle poltrone della nonna ha conquistato l’alta moda. Ma anche il design e gli stili di vita. Per una stagione fresca e profumata. Sulle passerelle shorts, mini dress e abiti romantici con stampe floreali.

Do you like Fifi Lapin?

A very stylish bunny. Indossa con eleganza abiti splendidi ed è diventata nel tempo una vera icona di stile. Pimkie l’ha scelta come leit motiv di una collezione speciale, liberamente ispirata agli anni ‘50, caratterizzata da una spiccata navy attitude. La collezione comprende le celebri t-shirt di Fifi Lapin, dalle delicate e deliziose stampe, borse shopping, abiti e accessori per completare i vostri look, tutti rigorosamente ad un prezzo accessibile.

17 febbraio Festa del Gatto

Romantiche e Sognatrici

Stampe predilette pois e coniglietti, ma anche fiocchi, cuori e quadretti! Fantasie che evocano la vostra infanzia, i vostri giocattoli dismessi e riposti in soffitta. Tra le tante collezioni eccentriche, vistose, dark, animalier e sensuali, ecco che spunta la donna romantica e sognatrice. Quella che non ha rinunciato alle favole. Ragazze ma chi l’ha detto che il romanticismo è demodé? I modelli di quest’anno vi renderanno graziose bamboline senza però essere fuori moda. Sarete delle principesse, ma in chiave moderna e trendy! Via libera anche a tulle e pizzi, per un effetto “principessina moderna” assicurato!

A world of textil and pattern

Quante volta vi sarà capitato, mie care lettrici, di indossare qualcosa di inadatto per un certo tipo di evento? Di sentirvi a disagio per una scelta sbagliata nel vostro guardaroba -anche se il più in voga e al passo con i tempi- e di imporvi “la prossima volta consulto un manuale di stile!”. Molto bene, quello di cui voglio brevemente parlarvi è un libro, dal titolo molto diretto e efficace ”Ma come ti vesti?”, che si presenta come un vademecum tessile per dissipare ogni dubbio. Ogni stoffa ha il suo momento. Vengono indicati i tessuti, le fantasie e i colori per le occasioni più disparate: un colloquio di lavoro, la convention con i clienti, il primo appuntamento, un cocktail con le amiche, il vernissage d’arte contemporanea, il ballo delle debuttanti, la prima alla scala, una parentesi di fashion fitness, una mattinata al maneggio, una domenica a Forte dei Marmi, una gita in barca, l’aperitivo in piazzetta a Capri, un weekend a Deauville, la domenica a Goodwood, le vacanze di Natale a Cortina, il safari in Kenya, una crociera nei Caraibi, la cena di gala con il Capitano, il grande giorno: la sposa, un matrimonio in campagna di giorno, un matrimonio al castello di sera… Insomma si tratta proprio di un book di regole d’oro, non estremamente formale però, nel senso che invita le donne ad abbinare anche borse, scarpe e accessori con un pizzico di gusto proprio in modo da esprimere la propria personalità e non uniformarsi troppo nell’abbigliamento, ma cercare di distinguersi con classe. I capi d’abbigliamento sono importanti, sono il nostro biglietto da visita nonché l’immagine della nostra anima. Ai suoi contemporanei che sostenevano che l’abito non facesse il monaco, Oscar Wilde rispondeva: “Soltanto i superficiali non giudicano dalle apparenze”. Altroché se l’abito fa il monaco.

Adoro l’arredamento shabby chic, ho sempre avuto una passione per gli arredi, di moda o fuori moda, che parlassero del passato. Lo Shabby è considerato uno stile di altri tempi. Letteralmente significa “trasandato-chic” dove oggetti romantici e consunti, scovati nei mercatini della domenica, vengono restaurati, e uniti a piccoli tesori come pizzi, damaschi, tessuti particolarissimi, acquistano una bellezza mai avuta. Così dall’avanzo di antiche stoffe si creano cuscini, tendine e tovagliette, da vecchie cornici e specchi si ricavano lussuosi quadri ornamentali. Si riportano a nuova vita oggetti usurati dal tempo destinati spesso a essere eliminati, donando agli ambienti una raffinatezza e un’eleganza senza “se” e senza “ma”.

Trieste da sempre salotto internazionale, Trieste città d’atmosfera e d’autore, città mitteleuropea affascinante la cui architettura evoca suggestioni viennesi. Trieste è la città dei caffè: sono locali dal fascino retrò, vestigia di un passato cittadino di indubbio aroma mitteleuropeo, indissolubilmente legati alla letteratura: è bello immaginarsi uno Svevo, un Saba o un Joyce che si fermano a un tavolino dell’elegante piazza, palcoscenico che si affaccia sul mare.